56esima Biennale di Venezia

Biennale di Venezia, una produzione Sisterly

Branoalcollo's Blog

Forse questo mondo è l’inferno di un altro pianeta
Aldous Huxley

Anche quest’anno mi sono ridotta agli ultimi giorni per visitare “Tutti i Futuri del mondo”, curata da Okwui Enwezor in occasione del 120esimo anniversario della prima esposizione veneziana (1895), come sempre divisa in due sezioni, le Corderie all’Arsenale e i Giardini a Sant’Elena.

Ora se quelli erano tutti i futuri del mondo, è il caso di risettare il tutto e iniziare daccapo. Alle Corderie si comincia con una foresta di pugnali e le installazioni al neon di Bruce Nauman con parole che trafiggono come spade, e si procede a fatica verso la dissoluzione corporea. Presenze gelide, riti macabri, fotografie di futuri nel passato, frammentazioni di ricordi di vite consumate, di cui è possibile ricostruire solo attimi di quotidiana estraneità, mondi già distrutti, quaderni polverosi abbandonati a terra, teche nere che custodiscono come feretri appunti incompiuti, molte fotografie, quasi troppe…

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